Silvia Fenoglio Counselor

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La crisi è una nuova scelta

Il counseling è una modalità d’intervento con la quale il professionista della relazione d’aiuto entra in contatto con te.

Lo fa con i suoi strumenti, quelli che ha appreso e affinato durante il suo percorso formativo.

Se hai bisogno di orientarti, ci sono tante e diverse modalità, ne parlo qui.

Ci sono momenti, nella cammino della vita, in cui puoi percepire che tutto quello in cui ti identificavi è andato in crisi: una separazione affettiva, un lutto, un licenziamento o un cambio di mansione lavorativa, la menopausa, un incidente, il pensionamento, i figli che lasciano il nido sono solo alcuni tra i cambiamenti esistenziali che mettono a repentaglio o ridefiniscono improvvisamente i tuoi ruoli e il tuo posto nella vita.

Chiedere sostegno ad un counselor per affrontare i tuoi passaggi esistenziali, la tua sofferenza e i tuoi dubbi può essere un buon modo per farti accompagnare ad attraversare la tua crisi con l’aiuto di una guida esperta che ti potrà fornire nuovi strumenti e una nuova conoscenza di te. Il counseling è un intervento breve, che ti aiuta in un momento specifico. E allo stesso tempo è un viaggio di scoperta.

Ritrova la tua parte sana

Il counselor non cura e non guarisce, perché  – e io lo credo fermamente – dentro ciascuno, e dentro di te, c’è sempre, in ogni momento e anche nella sofferenza,  una parte perfettamente sana che conosce le soluzioni e sa andare verso il bene e verso il meglio. Il mio compito è quello di collaborare con te affiancandoti per il tempo necessario a ritrovare la tua strada verso il benessere e l’equilibrio.

Non guarigione quindi, perché non si tratta di guarire ma di ritrovare una integrità di base secondo la visione suggerita dalla psicologia buddhista.

Non cura, ma piuttosto integrazione delle parti disperse e disconnesse, riconciliazione con se stessi.

Non terapia, ma atti di presenza, di comprensione, d’inclusione, di compassione.

Una moltitudine di aspetti, tra vulnerabilità e meraviglia

Per orientarti nel mondo del counseling, è bene sapere che ci sono molti diversi modelli che utilizzano tecniche differenti e che hanno approcci differenti alla persona e ai problemi che porta nel colloquio.

La psicosintesi: conosci, possiedi, trasforma

Il modello nel quale mi sono formata come counselor è quello proposto dalla Psicosintesi, ispirata alla Psicologia Umanistica, che prende in considerazione con la stessa importanza la biologia, la mente e lo spirito e tutta quella moltitudine di aspetti e quelle parti che fanno di te – di me, di tutti – una persona  unica in equilibrio dinamico, sempre in dialogo tra fisicità, emozioni e aspetti trans-personali, che vanno al di là dell’ordinario, la vita dello Spirito. I miei strumenti sono il colloquio, il lavoro bioenergetico, la meditazione di consapevolezza.

Quando questo delicato sistema non è più in equilibrio può generarsi un’instabilità complessiva: la Psicosintesi opera per integrare le parti disconnesse in un insieme armonioso, mettendo in luce le tue potenzialità creative.

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“Io sono, io vivo, io sono me stesso.
Da questa posizione ogni cosa è creativa.” ”

D.W.Winnicot

La relazione di counseling psicosintetico ti aiuta ad entrare in contatto con le tue parti interne in uno spazio di sperimentazione protetto e non giudicante, identificandole nel momento in cui assumono il controllo nei vari momenti della tua esistenza; in particolare ti aiuta a dare un nome alle varie subpersonalità che man mano entrano in scena, osservando come queste agiscano – spesso seguendo degli automatismi – in particolari situazioni.

Il counselor ti accompagna nell’avventurarti in luoghi della mente poco esplorati dove tu senti il bisogno di andare, alla ricerca di te stesso, contattando la vulnerabilità che si manifesta quando sei più scoperto e fragile mentre vai alla ricerca della tua meravigliosa unicità.

“La guarigione o la crescita è un ritorno all’essere, abbandonando l’identificazione con l’immagine, il personaggio, il ruolo.
Si tratta cioè di un ritorno a casa, un ritorno al Sé. ”

Mauro Scardovelli

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L'avventura di essere se stessi

Roberto Assagioli, il creatore della Psicosintesi, utilizza infatti la metafora del teatro per cercare di raccontare il mistero e la complessità della psiche, vediamola con i suoi occhi:

immaginiamo che dentro di ciascuno di noi ci sia un Regista Interno, che sovrintende allo spettacolo messo in scena sul palcoscenico della vita dai vari attori, i personaggi della commedia. E chi sono questi attori?

Quanti personaggi interpreti, durante una qualunque giornata della tua esistenza? Sei figlio, genitore, sei lavoratore, sei collega e sei amico, sei giocoso o drammatico, sei serio e affidabile o spensierato e superficiale, sei dirigente d’azienda, casalinga, manager o pensionata…l’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Ma chi sei tu, davvero? Ti identifichi in un solo aspetto, oppure è possibile sperimentare che al tuo interno tutte queste parti coesistono allo stesso tempo, e  ciascuna cerca il proprio spazio e riconoscimento?

Così come un buon regista è in grado di conoscere e valorizzare ciascuno dei suoi attori, e fargli fare un buon training e di dirigerlo perché ognuno possa avere la sua parte, essere integrato e dare il meglio nel gruppo, è possibile, attraverso un lavoro di conoscenza di te stesso fatto insieme al counselor, portare alla luce le tue varie sfumature di personalità per valorizzarle e dare a ciascuna il proprio spazio, perché diventino per te preziose risorse, rimettendo in dialogo tra loro il corpo, le emozioni e lo spirito.

L’essenza del counseling psicosintetico sta in questo: la Psicosintesi considera l’uomo dotato di una sua integrità di base, che va ripristinata se è perduta, accogliendo e trasformando la sofferenza per aprirsi nuovamente a vivere l’avventura di essere se stessi.

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“Si tratta di accettare un dolore momentaneo… e di aprirsi alla vita. Questa è psicosintesi nella sua forma esistenziale più alta.”

Roberto Assagioli