Silvia Fenoglio Counselor

Silvia-Fenoglio-Professional-Counselor

Ciao,
che emozione incominciare a scrivere un blog!

Lo faccio raccontandoti in che modo è nato il mio amore per la bioenergetica, e come l’ho mescolato alle esperienze fatte nel counseling per creare i miei progetti professionali.

Circa dieci anni fa, metre stavo frequentando la scuola di counseling in psicosintesi,  incominciai a  sentire che il mio corpo entrava in sofferenza ogni volta che emergevano contenuti dolorosi che il lavoro di gruppo e l’analisi psicologica personale stavano portando a galla: emozioni forti, ricordi d’infanzia, momenti difficili di elaborazione, ecc

In certi momenti mi sentivo come uno di quei vulcani apparentemente spenti e silenti, ma sotto sotto pronto ad esplodere: il magma delle emozioni si stava agitava sotterraneamente, preparandosi ad eruttare con violenza, ma a differenza del vulcano a me sembrava che ci fosse un tappo, un’occlusione, che mi impediva di fare emergere, di fare venire alla luce, di fare esplodere finalmente tutta quella sofferenza sepolta così in profondità dentro di me.

La mia reazione inizialmente fu di cercare un modo per zittire quella sofferenza, continuando ad elaborarla attraverso lo strumento del colloquio e degli esercizi di psicosintesi. A quei tempi non conoscevo ancora la bioenergetica.

Mi rendevo conto, tuttavia, che a livello psicosomatico le emozioni stavano creando molta sofferenza al corpo.

I sintomi andavano da una fastidiosa inquietudine ad atteggiamenti polemici e verbalmente aggressivi, fino ad un progressivo isolamento dal gruppo, a dolori sparsi nel corpo – lombari, alle spalle e al collo, tensioni mandibolari, ecc . Non riuscivo letteralmente più a stare seduta sulla sedia, in cerchio,  a condividere i miei vissuti con i compagni di studi, sentivo un crescente bisogno di gridare, muovermi, camminare nella stanza…. L’unica possibilità che intravedevo in quel momento era di silenziare i miei sintomi corporei e adattarmi all’ambiente, riducendo al minimo questi bisogni, ma ogni tentativo di iperadattamento (per fortuna!) si è rivelato vano.

Fino a quando ho scoperto che esisteva una tecnica che metteva in relazione il corpo con le emozioni e con la mente: la pratica bioenergetica.

Ho provato una “classe di esercizi bionergetici” , e ho trovato un ambiente protetto, accogliente e non giudicante dove il mio corpo poteva finalmente muoversi e sperimentare, lasciando emergere sensazioni ed emozioni – anche sgradevoli e dolorose – e dove il mio disagio poteva trovare uno spazio di libera espressione.

Ho fatto esperienza che i miei disturbi psico-somatici erano lì per dirmi qualcosa di importante, e che invece di soffocarli potevo ascoltarli e agirli, e da quel momento è iniziato un grande cambiamento.

Naturalmente c’è voluto tempo e tanta gradualità: la mia armatura caratteriale, sotto la quale mi proteggevo e mi proteggo ancora, l’ho lasciata cadere un pezzo alla volta e mai del tutto, sperimentando la vulnerabilità e saggiando con cura le mie parti tenere e fragili, quelle che hanno ancora bisogno di essere difese, facendo esperienza allo stesso tempo di un nuovo radicamento e di una più elevata stabilità.

L’esperienza è stata per me così rivoluzionaria che ho deciso, dopo aver conseguito il diploma di counselor, di proseguire la formazione frequentando la scuola per insegnanti di pratica bioenergetica, per aggiungere queste competenze alla mia professione, e oggi nel mio lavoro di relazione d’aiuto propongo percorsi integrati mente/corpo utilizzando sia il colloquio tradizionale di sostegno piscologico sia pratiche corporee bioenergetiche.

La mia fiducia nel radicamento è così grande che ho creato un nuovo modo di concepire la relazione d’aiuto, portando le persone a contatto con la natura con il progetto Counseling nel Bosco. e offrendo settimanalmente – oltre alla sessione di bioenergetica indoor.  anche una sessione di bioenergetica outdoor al parco, per chi preferisce sperimentarsi direttamente all’aria aperta e gustare la libertà di muoversi in un ambiente naturale.



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Una risposta

  1. Ho incontrato Silvia qualche anno fa in un ritiro di meditazione a Cavoretto ed è stato un caso che mi ha rivoluzionato la vita.L’ho seguita subito dopo con le meditazioni camminate e le meditazioni in studio e mi sono innamorata del suo modo semplice,professionale e empatico a trasmettere le sue doti.Ho subito proseguito con la bioenergetica che trovo super benefica a livello fisico,mentale ed emotivo, proprio quello che cercavo da tempo,una pratica che mette insieme mente,cuore e corpo.Consiglio a tutti di provare,per me è stata una rivoluzione.Grazie Silvia,grata di averti incontrata nel mio cammino❤️

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